DIVERSO PER ESSERE UNICO: L’EFFETTO WOW NELLA COMUNICAZIONE.

foto di Markus Spiske su Unsplash

Tutti in fondo vogliamo essere la mucca viola*. In un mondo tutto marrone vogliamo essere l’effetto wow, lo straordinario che ci distingue dagli altri. Così la parola unicità diventa un mantra nel panorama della comunicazione sempre più competitiva, dove per vincere la battaglia dell’essere visibile devi emergere dall’abitudinario ed essere diverso rispetto ai competitor.

Premesso che per noi “diversa/o” è una parola bellissima. E’ arricchimento e progresso ed è dalla diversità che bisogna partire per raggiungere l’unicità. Nella comunicazione è anche la chiave per poter battere la concorrenza, che solitamente si ritrova a inseguire la stessa meta con gli stessi mezzi.

Che fatica, direte. Mica è semplice essere un Henry Ford o un Oliviero Toscani! Infatti nessuno vi vuole inventori o primi della classe, semplicemente vi si chiede di non perseverare in ciò che altri hanno già fatto, non scopiazzare modelli e stili. Evitare di fare lo stesso percorso degli altri per arrivare alle Americhe. Arrivateci, ma sappiate esplorarle e poi raccontatele in maniera diversa.

Quindi guardate i competitor e informatevi su cosa fa la concorrenza, cosa utilizza e come è posizionata. A questo punto chiedetevi come si può essere diversi in meglio.

E’ molto più appetibile la capacità delle persone di differenziarsi, prima ancora che quella di eccellere in ciò che fanno. Il messaggio straordinario che fa dire “wow” è quello che si percepisce come mai visto, originale e diverso dagli altri.

Nell’era dei social network emozionare, stupire e sottolineare in maniera netta la nostra proposition rispetto ai competitor è un manifesto per emergere in un mercato spesso banale e saturo in cui avere un prodotto/servizio di qualità non basta, perché lo sappiamo: la qualità viene influenza da altri fattori come il marketing o il prezzo. Anche essere solo diversi non basta: bisogna essere credibili e rilevanti. 

“Non devi semplicemente essere considerato il migliore. Devi essere considerato l’unico a fare quello che fai.” Diceva Jerry Garcia

Come si diventa unici?

–     Mantenendo uno stretto contatto con i propri valori, con le proprie esperienze, con la propria storia personale, con i propri desideri.

–     Investendo in creatività, che non è quasi mai un talento, bensì un’abilità che puoi sviluppare investendo molto tempo e molti sforzi ed evitare la scusa “non c’è budget e quindi non ci investo”. Inoltre, la creatività deve essere di valore per chi la vede, “funzionale” che non significa per forza bella, ma coerente con il brand.

–     porre al centro della strategia non la competizione ma il cliente, le persone. Non puoi fare a meno del customer experience, il concetto di centralità del cliente. Analizzando i suoi comportamenti, l’esperienza che sta vivendo nei confronti del brand, informandoti sul suo grado di soddisfazione, riuscirai a fidelizzarlo.

–     Costruendo una proposta di valore, una value proposition che risponde alle esigenze dei tuoi clienti. Per esempio, spiegare il perché e in che modo ciò che offri può risolvere il loro problema e farlo con un linguaggio semplice senza paroloni e senza slogan è un modo per attirare i clienti giusti, quelli pronti a investire sul tuo prodotto o servizio.

Difficile? No. Faticoso? Richiede solo maggiore impegno. Ma alla fine è ciò che paga e soddisfa.

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 *il libro è un grande classico del marketing. L’autore Seth Godin racconta che durante un viaggio in Francia con la famiglia rimase colpito e affascinato dalle centinaia di belle mucche che incontrava. Quel paesaggio e quelle mucche sempre uguali che fino a un momento prima le sembravano affascinanti, finirono per annoiarli. Una mucca viola, quella sì che sarebbe stata una novità!

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